Roberta Agosti: Bolzano è pronta per ogni sfida

intervista esclusiva per FranzMagazine



Roberta Agosti è nata a Merano e vive a Bolzano dal 1988 è sposata e madre di una figlia. Ha frequentato l’Istituto Marcelline e si è laureata in storia e filologia moderna a Trento e Como. Lavora dal 1999 per il Comune di Bolzano, è sposata e madre di una figlia. Dirige da 10 anni l’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano. 


Roberta Agosti

Stiamo uscendo dalla fase critica della quarantena Covid-19. Tu che hai una visione ampia del nostro territorio,  cosa prevedi? Covid-19 ha evidenziato chiaramente che l’Alto Adige è un sistema e non solamente una Provincia autonoma. Se il sistema funziona, allora anche i suoi membri. Viceversa se c’è qualcosa che non funziona ne risentono tutte le componenti. Le decisioni prese a favore del nostro territorio sono fondamentali per una ripresa rapida. 


l’Alto Adige è un sistema e non solamente una Provincia autonoma.

Che novità ci sono come sostegno da parte della Provincia? Gli uffici del turismo hanno tutti un budget da rispettare. Uno dei nostri compiti importanti è riuscire a finanziare i prodotti e le uscite aziendali pianificate nei vari ambiti del bilancio,  compito non facile, visto che mancheranno molte entrate, soprattutto quelle derivanti dalla tassa di soggiorno. La Provincia ha dimostrato grande flessibilità e attenzione attivando la compensazione della tassa di soggiorno per i mesi di marzo, aprile e maggio. Paragonato al 2019 per Bolzano significa un importo pari a 120.000€. 


Smartworking e turismo, sono una contraddizione? Non direi, abbiamo sperimentato altri modelli lavorativi efficienti e questo ci servirà a maturare nel futuro nuove opportunità. Anche a livello psicologico e organizzativo non avere contatto con il colleghi ha pesato. Trovare persone con cui scambiare attivamente le riflessioni anche di questo momento critico, dona benessere e facilita la creatività del lavoro. Abbiamo imparato che funziona prendendo decisioni diverse e soprattutto essendo più flessibili.

Il turismo è fatto d’incontro di persone.  Il nostro lavoro e la promozione del territorio sono invece ormai già da tempo digitali. Abbiamo da subito adattato le nostre attività al digitale per testimoniare la nostra partecipazione; rispettando il momento storico e tragico che stiamo vivendo. Il nostro compito in ambito della promozione turistica è di dare una prospettiva ottimistica del futuro, della gente che popola il capoluogo e di farci travolgere dalla bellezza che ci circonda.


La visione positiva del percorso di vita deve essere di stimolo per chi vuole conoscere o intraprendere un viaggio, anche se ora può esser solamente virtuale. È un nostro dovere mostrare la città di Bolzano che reagisce e che opera per ricostruire.

Lo spirito bolzanino è il flagship della nostra comunità ed è quella parte emozionale che rimane a chi viene in visita nel capoluogo.  L’energia è simbolo della nostra terra ed uno dei motivi per cui siamo anche molto amati dai turisti italiani e stranieri che annualmente visitano l’Alto Adige. Certo sta iniziando una nuova cultura turistica. A questa anche noi ci dobbiamo adattare e riconoscere i segnali per offrire il meglio della città.


Come vedi il turismo a Bolzano nel 2020? Il turismo 2020 lo vedo in modo positivo, nel senso che non posso guardare solo ai numeri che mancano, ma alle prospettive che possiamo costruire: se riusciamo a raggiungere il 50% dei pernottamenti tra giugno e dicembre 2020 è già un grande risultato per Bolzano. In questo momento fluido non siamo comunque in grado di fare previsioni. Abbiamo fatto delle dolorose rinunce. Partendo dalle visite guidate, alla festa di primavera e quella del primo maggio, e la Weinkost subito all’inizio in marzo. Anche Castelronda l’abbiamo dovuta annullare. Stiamo comunque lavorando per le manifestazioni del tardo autunno. La Provincia e il Comune stanno facendo di tutto per valorizzare tutta una parte dell’anno che è ancora da venire. 


Su cosa punterete? Soprattutto al mercato interno, siamo già attivi al 100% e desideriamo essere ancora più presenti ed incentivarlo. Le nostre aziende danno ricchezza e valore alla destinazione. Il nostro CDA è composto da tutte le categorie economiche in primis ed anche dal Comune. Insieme stiamo valutando sul da farsi immediato e in prospettiva. Ci siamo sentiti molte volte, il gruppo è compatto, Puntiamo sul concetto di Bolzano è viva #alleswaswirlieben, #quellocheamiamo questo è il mood che abbiamo deciso di trasportare per fare ripartire la città. Abbiamo una responsabilità di aiutare a rialzarci. L’IDM ha convocato subito un grande gruppo di lavoro con tutti i collegi delle associazioni turistiche per delineare le linee guida degli ambiti di competenza. Abbiamo partecipato per dare valore al capoluogo. E cerchiamo di proseguire in questo alveo tutti insieme.


Come possiamo creare attrattività nel turismo locale per i nostri concittadini? Il rapporto qualità prezzo non dovrà subire variazioni. Gli operatori della promozione del territorio lo sconsigliano vivamente. La qualità del prodotto Alto Adige è forte, ne siamo tutti consapevoli. La nostra grande chance è la qualità; sarebbe sbagliato svenderla. Anche Bolzano non è da meno. Ovviamente speriamo che i confini tra le regioni aprano presto. C’è molta richiesta da parte delle altre città italiane di venire in Alto Adige. Il Covid-19 ha enfatizzato il desiderio di spazi, di aria pulita e luoghi di riflessione. Nella nostra città il bilanciamento fra presenze del mercato domestico e DACH (inteso come Germania, Austria e Svizzera) si equivale. In altre località l’assenza straniera pesa anche molto di più. Dobbiamo adattarci con flessibilità al momento contingente; una realtà assolutamente nuova e sconosciuta: è dal secondo conflitto mondiale che non viviamo una situazione simile.


Quali sono le peculiarità della nostra città che sono emerse più di prima? Con grande piacere ho notato, osservando attentamente i social media, che i bolzanini hanno scoperto o riscoperto tanti angoli nascosti. Lo abbiamo visto dalle foto pubblicate e che abbiamo a nostra volta pubblicato. L’attenzione si è rivolta ai dettagli, ai numerosi scorci caratteristici, agli angoli nascosti e alla sua bellezza. Hanno frequentato luoghi a piedi che prima non avevano notato.

Un esempio per tutti il grande intreccio fra le zone verdi, giardini e vigneti e il tessuto urbano. La Bolzano quella vera, che nei secoli ha mantenuto intatta la sua bellezza nei dettagli mitteleuropei.

La prossima apertura dei musei sarà un’ulteriore occasione per conoscere cose che nella fretta quotidiana sorvoliamo. Riappropriarsi del territorio farà bene a tutti e l’atteggiamento di solidarietà anche economica unirà ancora di più gli abitanti. 


Hai delle tabelle da darci dei primi mesi dell’anno? I mesi di gennaio e febbraio erano andati molto bene. E le prenotazioni per primavera erano buone. Poi c’è stato il crollo a marzo con 10.000 pernottamenti rispetto ai 41.000 del 2019. Aprile e maggio sono tendenti allo zero.  


Il turismo è socialità. Come faremo con i locali? Esatto, turismo è anche uno stato mentale. È dedicare del tempo agli amici ed alla famiglia. Dobbiamo abituarci a nuovi modi di vivere la convivialità. Costerà forse più fatica agli operatori che non a noi fruitori. Dovremo tutti avere pazienza e adattarci alle nuove regole.



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Foto di Roberta Agosti

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Redazione: Cristina Ferretti

Grafica: Aenima - Fabiana Marchesini

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